Energie rinnovabili e aree idonee - COMUNICATO STAMPA
Lega Italiana Protezione Uccelli - Sezione di Genova

Lega Italiana Protezione Uccelli - Sezione di Genova | LIPU | Energie rinnovabili e aree idonee - COMUNICATO STAMPA

Energie rinnovabili e aree idonee - COMUNICATO STAMPA

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Energie rinnovabili e aree idonee - COMUNICATO STAMPA

 

ENERGIE RINNOVABILI E AREE IDONEE

Le associazioni LIPU, Italia Nostra e Pro natura esprimono perplessità sulla narrazione per leolico in Liguria.

Ultimamente i quotidiani riportano notizie relative all’ eolico e, in particolare, lamentele sugli obbiettivi di installazione che in Liguria sarebbero lontani dall’effettivo raggiungimento, sulle lungaggini delle procedure amministrative, sulla presenza di troppi vincoli e ciò - guarda caso - in vista della imminente approvazione della nuova legge regionale sui siti idonei per l’installazione di parchi eolici il cui disegno di legge è stato presentato unitamente all’approvazione del nuovo Per (Piano energetico ambientale) approvato a Novembre 2025, mentre nessuno riporta come già ad ottobre 2025 la Liguria abbia superato il 99% del target stabilito per il 2025 per gli obbiettivi energetici ed ambientali.

Proliferano sugli organi di stampa dichiarazioni di soggetti che vogliono restare “anonimi” relativamente a non meglio specificati colli di bottiglia burocratici” o di eccesso di vincoli”, che, in realtà, rappresentano solo la dimostrazione che leolico, soprattutto quando si parla di impianti di grandi dimensioni, non è una soluzione energetica adattabile a qualsiasi contesto ambientale e paesaggistico, soprattutto in Liguria.

Le lamentate lungaggini delle procedure di valutazione - che poi così lunghe assolutamente non sono - hanno cause varie, ma sono soprattutto generate da una vera e propria valanga di progetti presentati, molti dei quali ideati superficialmente e con lacune tali da risultare poi difficilmente approvabili, in una nuova corsa sfrenata all’oro volta ad impossessarsi, prima dei competitors, degli ultimi crinali disponibili.

Per permettere valutazioni approfondite e in tempi contenuti, non occorre deregolamentare, ridurre i vincoli e facilitare gli iter, ma, se mai, filtrare a monte i progetti.

Se fossero valutati unicamente quelli ricadenti nelle aree idonee individuate dalle Regioni e magari fosse necessario allegare una dichiarazione di disponibilità di tutte le amministrazioni territoriali interessate a testimonianza che del fatto del loro effettivo e preventivo coinvolgimento nel processo di individuazione e progettazione e, quindi, nel vero rispetto delle popolazioni locali, il numero di istanze di valutazione si ridurrebbe di molto e, con esse, le tempistiche.

A monte di tutto ciò deve esserci sempre un atteggiamento di rigorosa tutela dellambiente, del paesaggio e delle comunità locali, soprattutto rurali, prima dellurgenza di produzione energetica.

Lobiettivo dovrebbe essere razionalizzare i bisogni energetici, non aumentarli a dismisura a scapito del nostro ambiente, della nostra salute e del nostro paesaggio storico, ragionando bene e coinvolgendo più soggetti possibili, su progetti realmente utili, fattibili e sostenibili, sgombrando il campo da qualsiasi tentazione speculativa.

Preoccupa l’auspicio - nemmeno velato - promosso da alcuni operatori energetici con sospetta tempestività sugli organi di stampa liguri in merito al fatto che il legislatore regionale con la nuova legge sulle aree idonee in qualche modo elimini l’ostacolo oggi costituito dai regimi vincolistici propri delle zone ANI-MA che caratterizzano le nostre aree di crinale e le zone boscate e cioè quelle zone individuate dal Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico Regionale che prescrivono il mantenimento dello stato dei luoghi e che rappresentano uno dei pochi argini attivi al proliferare incontrollato di enormi parchi eolici sulle Alpi e sull’Appennino ligure, nonchè il contestuale attacco e opera di svilimento dell’istituto degli usi civici proprio del mondo agreste, presentandolo per un inutile retaggio del Medioevo contrario al vero progresso.

Tale modus operandi deve far attentamente riflettere sul fatto che - in realtà - questi elementi normativi rappresentano gli ultimi baluardi ad una invasione dei crinali liguri che appare molto simile a quella che ha definitivamente deturpato la costa ligure negli anni 60 e 70 del secolo scorso.

La prospettiva dellincremento dell’eolico previsto da Fit for 55 e Repower Eu e dallo stesso Pniec (Piano nazionale integrato per lenergia e il clima), nonché l’apertura di un nuovo delicato capitolo di eolico onshore e offshore, rendono indispensabile una pianificazione della realizzazione degli impianti, effettuata con cautela e su basi scientifiche, procedura che fino ad oggi è completamente mancata, provocando danni seri ad aree naturali e specie, in particolare agli uccelli.

Ciò si rende necessario anche sotto il profilo della produzione normativa, considerando il dettato del Green Deal europeo, della Strategia europea sulla biodiversità per il 2030 e della Direttiva Red II secondo cui il completamento della transizione energetica deve avvenire minimizzando gli impatti a carico di specie e habitat naturali, e scegliendo le aree maggiormente idonee per far fronte a tali impatti.

Per le associazioni

Italia Nostra Genova

Lipu Genova

Pro Natura Genova

 

 

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