L´Averla piccola (Lanius collurio)

La specie del mese:

Maggio

                   Foto Simonetta Venturini

 

L’Averla piccola Lanius collurio è il più diffuso tra i rappresentanti della famiglia dei Laniidae: si tratta di un migratore tardivo che giunge alle nostre latitudini dalla seconda metà di aprile a maggio inoltrato. Trascorre buona parte della cattiva stagione nell’Africa a sud dell’Equatore ed è un migratore notturno.

Misura 17 cm e mostra un evidente dimorfismo sessuale con i maschi molto più vistosi e quasi inconfondibili. Caratteristiche sono le attitudini predatorie di questo gruppo di specie con la nota e particolare abitudine di crearsi delle dispense infilzando su spine e altri oggetti appuntiti le prede catturate e consumate così o nell’immediato o in un secondo momento.

Di facile osservazione, grazie all’abitudine di tenersi su posatoi scoperti e in punti dominanti e sopraelevati al suolo, si trattiene nelle nostre campagne per tutta l’estate. Predilige habitat parzialmente aperti ed erbosi di collina e bassa/media montagna dove alle praterie sono inframmezzati siepi, filari, boschetti e altri elementi del paesaggio anche artificiali (recinzioni, fili elettrici, ecc.) funzionali alla nidificazione e all’attività di reperimento del cibo, costituito per la più da Ortotteri (locuste, grilli, ecc.), Coleotteri, Imenotteri (soprattutto bombi) e da altri invertebrati. Possono venir prese occasionalmente anche piccole lucertole.

Le averle piccole e ancor più l’Averla capirossa Lanius senator e l’Averla cenerina L. minor, da sempre molto meno numerose e assai più localizzate anche qui in Liguria, sono fortemente diminuite rispetto a 30/50 anni fa nelle aree dove un tempo persino abbondavano localmente come estive nidificanti. Sono specie che rientrano nell’Allegato I della Direttiva “Uccelli” e in generale nelle normative di protezione, oltre a figurare, loro malgrado, nelle Liste rosse nazionali per via di un declino che è apparso preoccupante sul finire dello scorso millennio soprattutto nelle regioni dell’Europa occidentale dove l’agricoltura intensiva è più sviluppata e da più tempo portata avanti.

Sono maggiormente chiamati in causa i cambiamenti nelle pratiche colturali e nell’attuale gestione agricola delle zone coltivate, che determina perdita di habitat, insieme all’uso esteso di potenti fitofarmaci, erbicidi e pesticidi che sono deleteri per l’entomofauna di una certa taglia su cui l’alimentazione delle averle si basa, oltre alla sparizione o rarefazione di quei caratteri (siepi, bordure, parcelle di arbusti spinosi e macchie alberate) dell’ambiente agrario tradizionale di cui questi uccelli necessitano per nidificare.

Luca Baghino


Petizione a favore del Parco di Portofino

 

Molte associazioni ambientaliste  condividono su  change.org la campagna nazionale di raccolta firme in favore del Parco Nazionale di Portofino.  
E' dal 2017 che il Ministero dell'Ambiente porta avanti una mediazione con la Regione Liguria per la definizione della perimetrazione del  parco. Adesso però occorrono più firme affinchè il Ministero sia motivato a nominare un Commissario straordinario per concludere l'iter di definizione dei confini  e consentire che il parco di Portofino diventi finalmente una realtà nazionale.
Il link della petizione a livello locale è il seguente:

Aiutaci a realizzare un grande Parco Nazionale in Liguria
 

Diffondete e fate firmare 

Grazie


BIRDWATCHING DA CASA IN TEMPO DI PANDEMIA

 

    

                 Foto Simonetta Venturini                                          Foto  Alessandro Migone                     

L’attuale drammatico periodo che stiamo affrontando, condizionato dal diffondersi del virus e dalle conseguenze della pandemia sulla nostra quotidianità, comporta, come noto, una serie di limitazioni e restrizioni agli spostamenti: tra queste rientrano anche le attività ricreative e quelle all’aria aperta come ad esempio l’osservazione degli uccelli nei loro ambienti di vita.
Questa giusta limitazione deve servire a farci riflettere sul fatto che la vita selvatica va avanti e i suoi protagonisti, tra i tanti gli uccelli nel nostro caso, seguono le loro immutate esigenze di sopravvivenza e in questo periodo, in particolare, le spinte della riproduzione. E queste dinamiche biologiche, i ritmi della Natura possono essere non solo compresi, ma anche seguiti da casa.
Mettendo in campo attenzione, passione e costanza, dotandoci di un comune binocolo, non sarà difficile nei giardini e negli spazi condominiali, vedere merli, capinere, cinciallegre, alcuni dei quali già impegnati nella costruzione dei nidi ed altri già più avanti alle prese con l’alimentazione dei piccoli. Altre specie ancora sono più indietro, dedite a manifestazioni di affermazione e difesa del territorio di nidificazione.
Malgrado le bizze meteorologiche, facciamo presente che in questo periodo dell’anno che si sta aprendo alla primavera non è necessario o utile somministrare cibo agli uccelli, azione che può tra l’altro creare problemi se inappropriato: ma più in generale il cibo naturale inizia per loro a tornare disponibile in abbondanza e comunque si evitano inutili rischi di dipendenza alimentare di animali selvatici: penseranno loro a cavarsela come avviene da milioni di anni.
Inoltre, in queste difficili giornate di marzo segnate da Covid-19,la migrazione degli uccelli è prossima al suo apice dal punto di vista qualitativo e quantitativo: in continuazione ad una sequenza di avvicendamento, da febbraio ad oggi che ha visto attivi protagonisti, tra i tanti, gru, tordi, storni, colombacci d’ora in poi la diversità degli uccelli andrà via via ampliandosi verso aprile:pettirossi, rondini e balestrucci e poi a breve toccherà a codirossi balie e più avanti silvidi compariranno nei nostri spazi verdi in sosta migratoria, mentre i cieli tra circa dieci giorni accoglieranno moltissimi rondoni comuni che inizieranno ad insediarsi nei nostri centri abitati. Al momento rapaci diurni tra cui gheppi e falchi di palude sorvolano i nostri territori nei loro movimenti migratori verso nord est.
I silenzi, irreali ed inquietanti per molti aspetti, delle nostre città ci danno ancor più modo di sentire, dalle zone alberate e non solo, una miriade di vocalizzazioni, soprattutto i canti territoriali di molte specie di uccelli come quelle nominate sopra e molte altre ancora: questi sono uno dei maggiori “regali”, uno dei piaceri della natura più accessibili che le persone, alle prese con gli obblighi di permanenza a casa, possono sperimentare, ora più che mai, nelle aree urbane e senza neppure bisogno di attrezzature, se non l’attenzione, la concentrazione a prestare orecchio ai suoni della natura.

 

Luca Baghino

                                           Foto Simonetta Venturini

 

29/03/2020


La sezione LIPU di Genova

 

 

La  LIPU,  presente stabilmente a Genova  con una delegazione provinciale fin dalla prima metà degli anni Settanta del secolo da poco trascorso, promuove e sostiene diverse attività di protezione, degli uccelli e della Natura, tra le quali:

  • CONSERVAZIONE E TUTELA DI SPECIE E HABITAT: impegno e partecipazione al percorso di attuazione della Direttiva 79/409/CEE "Uccelli" e più in generale della Rete Europea Natura 2000 in sede locale 
  • EDUCAZIONE E DIVULGAZIONE NATURALISTICA: ogni anno vengono specificamente  realizzati per le scuole dei moduli didattici e corsi di birdwatching con incontri teorico-pratici aperti e fruibili da un più ampio pubblico
  • VIGILANZA: viene svolta da un apposito nucleo di Guardie Volontarie operanti sul territorio
  • AZIONI DI LOBBING : raccolta di firme per petizioni, presenze nei comitati tecnico-faunistici per una più fattiva protezione degli uccelli, coordinamento con altre associazioni ambientaliste, contatti con le pubbliche amministrazioni ecc.
  • RACCOLTA FONDI: viene realizzata mediante la partecipazione a manifestazioni fieristiche varie  con la presenza di banchetti dell'Associazione per la promozione e il sostegno ad iniziative nazionali di tutela dell'avifauna e della Natura selvatica
  • MANIFESTAZIONI: raduni, gite organizzate, liberazione di rapaci e altri uccelli selvatici curati e riabilitati nei centri dell'Associazione, ecc.