La specie di dicembre: la Rondine montana

A dicembre potrà capitare di notare occasionalmente, lungo il litorale, individui di rondine che vengono osservati e segnalati, soprattutto in passato, come fatto inusuale. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratterà verosimilmente di individui di Rondine montana Ptyonoprogne rupestris che dimorano per lo più nei pressi delle zone abitate di fondovalle, delle pianure e dei campi, vicino a torrenti, alla ricerca di Insetti da predare in aria (cosa non facile né scontata nei mesi più freddi).

Lunga 12 cm, è di colore uniformemente bruno terra e priva dell’ampia banda pettorale osservabile nel Topino. Si distingue per la ali piuttosto ampie e la coda assai poco forcuta.

La scelta di questo uccello come specie del mese non è dettata tanto dalla sua tipicità sotto l’aspetto dell’abbondanza o della frequenza, ma perché ci permette di porre all’attenzione la presenza delle rondini d’inverno: si tratta più semplicemente di una specie diversa dalla Rondine e dal Balestruccio, nella maggior parte dei casi, e la sua permanenza qui da noi in queste settimane è sempre stata abituale.

La Rondine montana è tendenzialmente sedentaria in Liguria ma essa è in grado di compiere movimenti dispersivi e altitudinali stagionali: in realtà il Mediterraneo è un crocevia per movimenti di contingenti migratori di rondini montane e la sua distribuzione come nidificante non supera a nord l’arco alpino.

A proposito di rondini in inverno, due parole si possono spendere pure sulle rondini Hirundo rustica propriamente dette che non è del tutto impossibile notare anche tra dicembre e gennaio. Se in alcuni casi a dicembre si potrà parlare di individui che ancora dimorano senza aver intrapreso il viaggio verso l’Africa e molto più avanti, verso la fine dell’inverno, ci si riferirà a possibili avanguardie della migrazione pre-riproduttiva, in molti altrì è ben possibile che si tratti di soggetti con tare, menomazioni o altre difficoltà che hanno impedito loro di intraprendere il lungo viaggio. Inoltre, in questo scenario, il fenomeno del cosiddetto global warming che vede, per limitarci all’ambito ligure e almeno dal 1990, la tendenza al protrarsi in inverno di condizioni “di tipo autunnale” fino a tutto gennaio con temperature di un paio di gradi sopra la media, e con anomalie termiche notevoli (tali da determinare valori che sulla costa sono più tipici del mese di marzo o aprile) accompagnate da un certo tasso di piovosità, rendono sempre meno improbabile il soggiornare a dicembre delle rondini; ciò potrebbe manifestarsi in forma meno sporadica di quanto si potesse vedere o prevedere prima degli anni Ottanta del secolo scorso.

 

Luca Baghino